La faccenda di immortalarsi con una grande opera letteraria e via dicendo non mi fa un grande effetto. Non che non sia in grado di produrre qualcosa di immortale. Figurati.
Per dire, se Petrarca ha vinto il Nobel allora c’è veramente spazio per tutti.
Dianzi, rugiadose e pallide albe
Si affacciano, timide e silenti.
Muovono il cor verso
memorie di spossanti meriggi...
Che ci vuole?
O forse era Nobel che ha vinto il Petrarca?
Non importa.
Il nulla è sempre il nulla, anche se lo abbellisci, e quando stai per morire daresti tutta la tua collezione di Nobel per fumarti un altro sigaro.
Le soluzioni consolatorie sono anche peggio, una vera presa per il culo.
È incredibile quanti sono i filosofi che dopo aver speso pagine e pagine per dire che la morte è la fine di tutto, invece di concludere il proprio pensiero in modo logico e conseguente, cioè appendendosi all'albero più vicino, ti dicono che dopotutto la vita è pur sempre una gran cosa.
È molto divertente sentirli fare i gradassi finché sono giovani e poi al primo sintomo di ipertrofia prostatica rimangiarsi tutto.
Trasimaco, che fai? Preghi?
No, che dici? Io sono in ascolto dell'Essenza...
Ma non avevi detto che bisogna vivere per la morte?
Chi? Io?
Sì, guarda, l’hai scritto proprio qui: terzo papiro, capitolo tre, versetto 15!
…...
…...
È la mia parola contro la tua!

Vorrei cambiare il mondo, ma ho perso lo scontrino...